43 anni fa, il tramonto di un grande Presidente

Era l’11 settembre 1973, gli abitanti della capitale Santiago del Cile, di tutto il Paese in generale, si svegliavano ascoltando alla radio le parole del presidente Allende che, preoccupanti, annunciavano l’occupazione della città, il bombardamento aereo, l’assedio al Palazzo Presidenziale, ma soprattutto continuavano a rivolgersi alla classe operaia, al popolo che doveva resistere a testa alta ad ogni sopruso, difendendo sempre i valori della libertà e della democrazia, caratterizzanti della “terza via al socialismo cileno”.

Il colpo di Stato organizzato dal comandante militare Augusto Pinochet – sostenuto dalla CIA – portò il Cile ad un punto di non ritorno. L’istituzione di una dittatura che causò migliaia di morti.

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I discorsi di Salvador Allende (quello dell’11 luglio 1971 – immediatamente successivo alla sua elezione come Presidente, in occasione del Giorno della solidarietà e della dignità nazionale – e quello via radio delle ultime ore prima del suicidio, l’11 settembre 1973) rappresentano un punto di partenza per chiunque volesse approcciarsi al mondo culturale, sociale e politico della storia contemporanea.

Di seguito potete leggerli integralmente:

Discorso dell’11 luglio 1971
Discorso dell’11 settembre 1973

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