6 anni senza il maestro Gangi

«Di interessarsi, anche approfonditamente, di chitarra, ma di non farsene un unico obiettivo. I tempi eroici della “riscoperta” della chitarra sono passati, ed a meno di non essere un fenomeno, si rischia di diventare un fallito. Questo è valido, d’altronde, anche per i pianisti. E’ il prezzo da pagare per uscire dal “baraccone delle meraviglie” ed inserirsi nella realtà musicale.» (Mario Gangi intervistato da Michele Greci alla domanda “Cosa direbbe oggi ad un ragazzo che si interessa di chitarra?”)

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Era il  15 febbraio 2010 e a Roiate, vicino Roma, si spense uno dei più grandi maestri e chitarristi italiani mai esistiti: Mario Gangi. Diplomato in contrabbasso e composizione al Conservatorio Santa Cecilia di Roma, prediligerà lo strumento della chitarra per il resto della sua vita. Gangi è famoso ai più piccoli per il suo metodo d’apprendimento diviso in tre volumi. E’ celebre al popolo per aver accompagnato, anche in RAI, Fausto Cigliano – cantante con cui inciderà numerosi LP di classici napoletani -, Gigliola Cinquetti, Arnoldo Foà - attore con cui inciderà un LP di poesie di Federico Garcia Lorca – e tanti altri. Con il chitarrista Franco Cerri pubblicherà degli utilissimi, soprattutto all’epoca quando non c’era internet (stiamo parlando degli anni ’80), volumi di lezioni di chitarra classica e moderna, con in allegato le audiocassette, che usciranno periodicamente in edicola. Al grande maestro Mario Gangi – polistrumentista, capace di raggruppare in una composizione diversi generi musicali, inserendo cadenze, risoluzioni, fraseggi, ad esempio provenienti dal jazz e dal blues – hanno dedicato composizioni celebri maestri come: Nino Rota, Roman Vlad, Ennio Morricone, Goffredo Petrassi.

Mario Gangi è certamente uno dei chitarristi che manca tanto non solo al panorama chitarristico – ricordo che Gangi è stato docente per vent’anni al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma e per altri venti presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli – ma anche a tutti quei nostalgici che negli anni ’60-’70 potevano apprezzare, sugli schermi della RAI, la vera, grande e storica musica napoletana.

«Quando vado ad un concerto “normale”, è raro che in sala ci siano altri chitarristi. Quando invece vado ad un concerto chitarristico, la sala ne è piena. E’ un vecchio problema. Il chitarrista medio non si interessa altro che del proprio strumento autolimitandosi. La chitarra, però, è solo una meravigliosa piccola isola in un grande mare!.» (Mario Gangi intervistato da Michele Greci alla domanda “Cosa pensa del chitarrista medio?”)

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