Alcune poesie di Federico García Lorca

TI CONDURREI
Federico García Lorca

Ti condurrei,
Negli autunni,
Al bordo dei verdi
Stagni infiniti.
A vedere i neonati
Di giovani fate
E a guardare i placidi
Alberi sfioriti.

Cos’è che risuona
Così lontano?
Amore.
Il vento sui vetri,
Amore mio.

E durante le estati,
Là nella campagna,
Che gioia mi darebbe
Vederti nel mio grano,
Coperta di papaveri
E con la fronte di bimba
Fra il refrigerio
Di quel paesaggio amico.

Cos’è che risuona
Così lontano?
Amore.

 

ARIA DI NOTTURNO
Federico García Lorca
(1919)

Mi spavento molto
le foglie morte,
mi spaventano i prati
ammantati di rugiada.
Io vado a dormire;
se non mi sveglierai,
lascerò accanto a te
il mio cuore freddo.

Cos’è che risuona
così lontano?
Amore. Il vento contro le vetrate,
amore mio!

T’ho messo collane
con gemme d’aurora.
Perché mi abbandoni
su questo sentiero?

Se andrai molto lontano,
piangerà il mio usignolo
e cesserà la verde vigna
di dare il suo vino.

Cos’è che risuona
così lontano?
Amore. Il vento contro le vetrate,
amore mio!

 

CANZONE CASTANA
Federico García Lorca

Mi perderei
nel tuo paese castano,
Marìa del Carmen.

Mi perderei
nei tuoi occhi disabitati,
suonando la tastiera
della tua ineffabile bocca.

Nel tuo abbraccio perpetuo
sarebbe castano il vento
e avrebbe la brezza
la peluria del tuo volto.

Mi perderei
nei tuoi seni palpitanti,
nelle tue profonde oscurità
del tuo corpo soave.

Mi perderei
nel tuo paese castano,
Marìa del Carmen.

 

E’ VERO
Federico García Lorca

Ahi, quanto mi costa
amarti come ti amo!

Per amor tuo mi duole l’aria
il cuore
e il cappello.

Chi comprerebbe da me
questo nastrino che ho

e questa tristezza di filo
bianco, per fare fazzoletti?

Ahi, quanto mi costa
amarti come ti amo.

 

LA STRADA DEI MUTI
Federico García Lorca

Dietro le immobili vetrate
le ragazze giocano con risatine.

(Nei pianoforti vuoti,
ragni funamboli).

Le ragazze conversano coi fidanzati
agitando le loro trecce ben strette.

(Mondo di ventagli,
fazzoletti e mani).

Gli innamorati replicano facendo
ali e fiori coi loro manti neri.

 

MUORI ALL’ALBA
Federico García Lorca

Notte di quattro lune
e un solo albero,
con una sola ombra
e un solo uccello.

Cerco sulla mia carne i
segni delle tue labbra.
La sorgente bacia il vento
senza toccarlo.

Porto il No che mi dicesti
sul palmo della mano,
come un limone di cera
quasi bianco.

Notte di quattro lune
e un solo albero.
Sulla punta di un ago
il mio amore sta girando!

 

IDILLIO
Federico García Lorca
A Enrique Duràn

Tu volevi che ti svelassi
il segreto della primavera.

E io sono per il segreto
la stessa cosa ch’è l’abete.

Albero di mille piccole dita
che indicano mille sentieri.

Mai ti svelerò, amore mio,
perché lento scorre il fiume.

Ma porrò nella mia voce stagnante
il cielo cinereo del tuo sguardo.

Fammi girare, mia morettina!
Ma attenta alle mie foglioline.

Fammi girare sempre di più,
giocando alla noria dell’amore.

Ahi! Anche volendo, non posso
svelarti il segreto della primavera.

 

IL POETA DICE LA VERITA’
Federico García Lorca

Voglio piangere il mio tormento,
e te lo dico perché tu mi ami
e mi pianga in un imbrunire d’usignoli,
con un pugnale, con baci e con te.

Voglio uccidere il solo testimone
dell’assassinio dei miei fiori
e tramutare il pianto e i sudori miei
in eterno covone di duro grano.

Mai non possa esaurirsi la matassa
del “ti amo, mi ami”, accesa sempre
con sole decrepito e luna vecchia.

Ciò che non mi darai e io non ti chiederò
sarà perché la morte, che neppure lascia
sulla carne fremente un’ombra.

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