Alto tradimento: Silvio, “insieme a te non ci sto più”

Da qualche tempo si sono verificati in Forza Italia dei forti dissidi che hanno portato l’uscita dal partito di numerosi parlamentari. Denis Verdini, ex-braccio destro di Berlusconi, ad esempio, nel luglio 2015 ha fondato Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (ALA), sostenendo il disegno di legge di Renzi. A Verdini si sono aggregati tre senatori (Francesco Amoruso, Domenico Auricchio e Peppe Ruvolo) e sette deputati (Saverio Romano – ex ministro dell’Agricoltura -, Luca D’Alessandro, Ignazio Abrignani, Monica Faenzi, Massimo Parisi, Giuseppe Galati, Giovanni Mottola). Ha tradito, ma poi ci ha ripensato, anche Nunzia De Girolamo, ritornata in Forza Italia dopo un colpo di fulmine con Alfano che l’ha portata ad essere parte attiva del Nuovo Cento Destra dal 2013 al 2015. Anche Raffaele Fitto, dopo essersi “strafiquato” cinque anni – dal 2000 al 2005 – come presidente della regione Puglia e – dal 2008 al 2011 – come Ministro per gli Affari Regionali nel IV Governo Berlusconi, si distaccherà da Silvio, fondando Ricostruttori, qualche tempo dopo Oltre con Fitto e poi l’affermato Conservatori e riformisti. Giustificherà la rottura con Berlusconi, in rapporto alla nascita di Oltre con Fitto – partito nato durante le elezioni regionali pugliesi – sostenendo che, mentre Fitto sosteneva alla presidenza Francesco Schittulli, Forza Italia candidava Adriana Poli Bortone di Fratelli d’Italia. Essendo barese, non posso far a meno di citare la vergognosa campagna pubblicitaria di Fitto. Gli adesivi del suo partito, in prossimità delle elezioni, hanno riempito ogni posto della città. Dal cassonetto dell’immondizia alla centralina della luce, dal palo del semaforo a quello della luce. Ovviamente a distanza di mesi sono ancora lì, ad inquinare la città di Bari. Del resto, cosa non si fa per una poltrona …

Vorrei dedicare quest’ultima parte a Sandro Bondi. Bondi è stato Ministro dei beni e delle attività culturali – dal 2008 al 2011 -, onorevole di Forza Italia dal 2001 al 2008 -, senatore del Popolo delle Libertà – dal 2008 a marzo 2015. Quello che mi fa ridere – ridere per non piangere – è che fino al 1991 è stato nelle file del Partito Comunista Italiano, essendo eletto nel 1990 nel comune di Fivizzano, in provincia di Massa Carrara. E’ risaputo che Bondi sia stato, oltre che un politico, anche un poeta. Ha scritto numerose poesie dedicate a personaggi come: Anna Finocchiaro, Michela Vittoria Brambilla, Giuliano Ferrara, Walter Veltroni, Jovanotti, Vittorio Feltri, Luciana Litizzetto, Barack Obama, Fabrizio Cicchitto, Fausto Bertinotti, Piergiorgio Welby, Gianni Letta, et cetera et cetera. Ne ha scritte diverse anche a Silvio Berlusconi. La più celebre è intitolata – con un titolo direi originalissimo – “A Silvio”. Nonostante tutto l’arricchimento avuto, Bondi ha preso – da qualche mese – “l’ardua” decisione di lasciare Silvio per migrare – insieme alla sua compagna Manuela Repetti – nel Gruppo Misto. E’ scoppiato l’amore, nel loro caso, nei confronti del ducetto Renzi.

In tutto questo esce sconfitto l’ormai ottantenne Silvio Berlusconi. Forza Italia cerca di rimediare a queste perdite sperando in un’alleanza con la Lega Nord di Salvini. E pensare che nel partito di Berlusconi, attivo principalmente dal 1994 al 2009, ci hanno mangiato cani e porci. E molte di quelle persone, politicamente moribonde, hanno preferito salire sul carro del vincitore, quello di Renzi, piuttosto che dimettersi da un partito in cui “non si riconoscono più”. Qui entrerebbero in gioco l’onestà individuale, la correttezza e l’amore per la politica. E’ inutile pretendere questo tipo di valori da una classe politica – che ci governa da oltre vent’anni – di inetti, papponi e corrotti.

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