Baglioni e Morandi: coraggiosi solo a guadagnare denaro

Vorrei fare una piccola premessa: mi piacciono davvero tanto le canzoni di Gianni Morandi e Claudio Baglioni, oggettivamente due uomini che si sono fatti da soli, musicalmente e culturalmente parlando. Mi tocca sollevare una critica a proposito del nome del progetto Capitani Coraggiosi e di tutta la retorica ci gira attorno da mesi. Dopo aver fatto dieci concerti al Forum Italico di Roma, i nostri “Capitani” stanno per pubblicare un doppio cd – o in alternativa tre cd ed un dvd – di live e si apprestano ad iniziare un’entusiasmante tournee in quasi tutte le città italiane.

Coraggiosi? Ma certo! Chi a sessantaquattro e a settantuno anni chiede alla gente da 45 a 75 euro per l’acquisto dei biglietti ne deve avere proprio tanto di coraggio. Dove sono finiti i prezzi politici e solidali del compagno Morandi e del “lampedusano” Baglioni? Per non parlare della campagna solidale di molti colleghi che spendono le più belle parole paragonando il loro coraggio, ad esempio, a quello di grandi uomini che hanno affrontato le più impervie sfide della vita, superandole sempre a testa alta con determinazione. Ma stiamo scherzando?! E’ come parlare di D’Alema e Bertinotti come grandi compagni. Si, certo, con lo yacht, i maglioni di cashmere e le varie eredità. Quando Rudyard Kipling, scrittore britannico, pubblicò nel 1897 il romanzo Capitani Coraggiosi, narrava  le avventure di un ragazzo che, dopo aver imparato ad apprezzare la lealtà, la solidarietà il coraggio e le varie abilità, diventerà un grande marinaio. I valori della fatica e del denaro guadagnato col sudore. Il sudore degli operai, dei minatori, dei contadini. E’ il vostro stesso sudore? Non credo proprio. Del resto, sono mestieri diversi ed è giusto che sia così. Ma credo sia assolutamente scorretto fare della retorica terzomondista e auto-celebrativa, mancando fortemente di rispetto a chi davvero non riesce ad arrivare alla fine del mese o ha perso la casa e mostra coraggio giorno dopo giorno.

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Aprirei volentieri un discorso sui prezzi indecenti dei concerti tenuti da ultrasessantenni – seppure grandi artisti, che hanno fatto la storia della musica italiana – come i Pooh, Venditti, Baglioni, Morandi, ecc. Soprattutto quando, come nel caso del compagno Venditti o dei Pooh, le prestazioni tendono a deludere il pubblico. L’età si fa sentire.

Cari Baglioni e Morandi, da un vostro grande fan, vi chiedo solo una cosa: usare molta meno retorica nei vostri discorsi. Per parlare di argomenti così delicati, bisogna conoscerli profondamente.

P.S. Evitate anche partecipazioni ai salotti della “borghesia” (anche, e soprattutto, di sinistra). Ricordatevi che Lucianina, e come lei – amante della retorica – tante altre, si intasca migliaia di euro dicendo sciocchezze. Questa è diventata mamma Rai…

 

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