CERTI CINESI SONO PROPRIO BRUTTI

In 25 anni l’economia cinese è passata dall’undicesima alla seconda posizione mondiale. Nonostante rappresenti più del 40% dell’aumento mondiale del Pil, il Pil procapite resta ai livelli della Bulgaria, e questo crea un grosso divario sociale. Nonostante sia un Paese comunista, possiede caratteristiche del capitalismo. Ad esempio, i McDonald’s e i numerosi centri commerciali. In Cina è presente il “Grande firewall cinese”, ovvero un enorme muro virtuale che impedisce a informazioni, considerate dannose dal Partito Comunista Cinese, di entrare nel Paese. Il più grande sistema di censura al mondo. Sono bloccati migliaia e migliaia di siti, tra cui: Google, Facebook, Instagram, Twitter, YouTube, Flikr, Tumblr, Netflix, Dropbox, Scribd, DailyMotion. Anche siti d’informazione come The New York Times e LeMonde. Il loro principale motore di ricerca è Baidu. E’ scandaloso pensare che alcune notizie vengano modificate o addirittura cancellate. E’ il caso del Massacro di Piazza Tienanmen, vietato da ricordare… «La differenza tra i risultati delle ricerche su Baidu fatti in cinese e in inglese per “Tienanmen” o “Tienanmen uomo carro armato” ne sono un chiaro esempio: le ricerche in cinese non fanno rifermento alla proteste in favore della democrazia del 1989, né all’uomo che provò a fermare l’avanzata dei carri armati nella piazza, ma solo ai punti di interesse della grande piazza dal punto di vista turistico.» Inoltre, sono vietati alcuni telefilm americani come Big Bang Theory perché “mettono in discussione la Costituzione cinese e in pericolo la sovranità nazionale, provocando problemi nella società”. E’ stato vietato l’ingresso nel paese a Harrison Ford e Richard Gere perché sostengono l’indipendenza tibetana. Anche Brad Pitt è indesiderato per essere stato il protagonista di “Sette anni in Tibet”. I legislatori cinesi permettono non più di 34 film stranieri nei cinema ogni anno, limitando l’accesso a molti film di Hollywood. E’ vietato il gioco d’azzardo e ci sono molte restrizioni religiose. Nella provincia dell’Hunan è stato vietato Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, con la spiegazione che “gli umani non possono usare linguaggio umano. E sarebbe disastroso mettere animali e persone sullo stesso livello”… A causa della politica del figlio unico, inoltre, i fratelli non sono generalmente ammessi in Cina (ad eccezione di due gemelli o dei trigemini), vabbè, ma questo è perché sono una marea, un miliardo e trecento milioni, di formiche. Da decenni, i cinesi sono stati plagiati dal lavoro. Tutto si può dire tranne che non siano dei grandi lavoratori. In Europa abbiamo coltivato letteratura, musica, arte, cinema, rivendicazioni sindacali e diritti. Loro lavoro, lavoro e lavoro. E adesso, tutto viene fabbricato ed importato dalla Cina, ne paghiamo le conseguenze. Questo danneggia il Made in Italy che ormai non esiste quasi più. A mio parere, da moltissimi punti di vista, la Cina non è un Paese democratico. I giovani sono così riversati sui loro iphone, rigorosamente ultimo modello, e sugli obiettivi delle loro macchine fotografiche, da non apprezzare ciò che li circonda. Troppo impegnati a fotografare ogni attimo, poco propensi a spegnere lo schermo e vivere. Se un giorno tutti gli iphone, mac, ipad, ipod, dei cinesi si spegnessero all’improvviso, si creerebbe un caos sociale inimmaginabile, non tanto per il disagio pratico e sociale, quanto per un drastico crollo mentale.
Le mie sono chiacchiere da bar, discorsi provocatori che non hanno la minima intenzione di inneggiare al razzismo. Fatto sta che certi cinesi sono proprio brutti.

#chiacchieredabar