Donne

Io amo le donne, perché nasconderlo. Ognuna di esse racchiude in sé una speranza, una fonte limpida di amore, un germoglio di vite. Rapito dal canto di sirena, incantato dalle espressioni floreali che si compongono sul viso, affascinato dalle infinite parole, inebriato dai profumi che l’essenza emana, acceso dal corpo. Certe donne sembrano esser scolpite nel marmo e andrebbero custodite nei musei come opere d’arte preziose. Altre meno attraenti al primo sguardo, conservano così tante risorse intellettuali e sentimentali, da non poter ugualmente viverci senza. Scialbe con gli occhi mandorlati, olivastre e nascoste, bionde e fredde, nere e prosperose, mediterranee e veraci, polari e caratteristiche.

Piango ogni volta che una ragazza viene violentata, sottomessa, rinchiusa, abbandonata a sé stessa.
Bestie che abusano, che molestano, che non hanno anima e ritegno. Omuncoli che, nel loro folle immaginario, associano ogni donna nera ad una prostituta. Brutti imbecilli senza storia, non vi rendete conto che il corpo di quelle negre è infinitamente più sacro del vostro, rinasce ogni giorno, dopo secoli di prigionia e di sfruttamento schiavista? Le mani forti che hanno lavorato la terra, le gambe che hanno macinato chilometri per procurarsi l’acqua, le labbra di chi non è mai sazio d’amore per creare vite. Ci sono poi quei bambini che vogliono sembrare adulti, ma che in branco sembrano ancor più imbecilli. Smargiassi a corte di sua maestà Ignoranza. Sui ‘non’ esseri ‘umani’ che seviziano i fiori in tenera età, non mi esprimo. Mi potranno raccontare e spiegare centinaia di studi sulla psicologia, sulla psichiatria e sulle origini di questi fenomeni, ma quei corpi ora non hanno più vita interiore. Quindi, le parole se le trascina via il vento…

L’8 marzo è un giorno convenzionale. La mimosa è una pianta pioniera i cui fiori sono luminosi e allegri e sbocciano proprio in questo periodo. Il rametto di mimosa risale al 1946 e rappresenta simbolicamente un insieme di diritti che la donna ha conquistato col tempo, dal voto all’aborto, dalla libertà individuale al lavoro. Pensare che in molte realtà alcuni di questi diritti non siano stati ancora conquistati, significa che non ci siamo indignati abbastanza. Regalare una mimosa ad una donna significa innanzitutto regalarle un fiore, un pensiero –  ed è ciò che a un’amica, a una sorella, a una mamma, a una nonna, bisognerebbe sempre fare – quindi ricordarla e far valere i suoi diritti, ma soprattutto rispettarla.

Un mio caro poeta, che non amava molto le donne, affermava che, ghettizzarsi in giornate, manifestazioni e comitati, non avrebbe fatto altro che chiudersi ancora di più nel proprio mondo. Può darsi che in parte avesse ragione, ma un giorno simbolo per ricordare la donna, e quindi tutto ciò che rappresenta, deve esserci. L’importante è che tutto ciò non si limiti ad una sola giornata, ma si concretizzi in un impegno costante. In realtà non è un vero e proprio impegno, perché rispettare e amare una donna è un privilegio, un’abitudine, un piacere.

A chi deride, non ricorda, non apprezza, insulta, non rispondo.

 

Sia chiaro, certe donne, per ciò che fanno, bisognerebbe metterle alla gogna. Ma questo è un altro discorso… L’evoluzione.

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