E’ nata la Repubblica!

Il 2 e il 3 giugno 1946 si tenne in Italia il referendum istituzionale, a suffragio universale, con il quale venne ufficialmente proclamata la forma di governo della Repubblica, preferita, per 2 milioni di voti di differenza, alla monarchia.

Per la sconfitta del nazi-fascismo e dell’Impero giapponese, furono necessari enormi sforzi da parte degli Alleati (U.S.A., Gran Bretagna, Francia, Unione Sovietica, Cina, Australia) e dei partigiani. L’Unione Sovietica fu la nazione che contribuì maggiormente ad arginare e sconfiggere il regime nazista; morirono oltre 10 milioni di soldati sovietici.

C’è da dire che la liberazione italiana venne favorita dal fondamentale aiuto degli Alleati che sbarcarono in Sicilia (luglio ’43) e a Salerno (settembre ’43), liberando il Sud e avanzando verso Roma per poi liberare l’intera penisola. A quest’importante azione militare dell’America contribuirono i partigiani, guidati da un forte spirito patriottico, molti di loro da un’ideologia comunista, altri da ideali di ispirazione cattolica e liberale; essi, nascosti tra le montagne, compivano attentati contro i soldati tedeschi, il più famoso dei quali è probabilmente quello di Roma nel marzo del 1944. Purtroppo, a causa della follia tedesca, queste azioni provocarono, come ritorsione, l’uccisione di numerosi civili italiani: “dieci italiani per un tedesco”. L’eccidio delle Fosse Ardeatine è sicuramente il più tristemente famoso perché costò l’uccisione di 335 civili. Sono da ricordare, tra le altre, le stragi naziste di Marzabotto (770 morti) e S.Anna di Stazzema (560 morti).

La caduta del nazismo e la nascita della Repubblica sono stati i due eventi determinanti che hanno delineato la fisionomia politica della nuova Italia. Tutto ciò grazie ai partigiani che lottarono con tenacia per  la nostra libertà e per un governo democratico.

Questo evento non deve assolutamente passare inosservato a noi giovani.

Consiglio a tutti, soprattutto ai giovani, di leggere il libro “Lettere di condannati a morte dalla Resistenza italiana”. In questo libro sono raccolte le lettere che hanno scritto in prigione i partigiani condannati a morte dalla dittatura nazi-fascista. E’ un libro struggente che mette in evidenza soprattutto il coraggio di questi uomini e la serenità che riuscivano  a trasmettere poche ore prima della loro fucilazione. Ciò che colpisce, leggendo queste lettere, è la necessità che i condannati a morte avevano di tranquillizzare i propri cari e chiedere scusa per le sofferenze patite e che avrebbero continuato a patire dopo la loro morte. C’è solo da lodare e ringraziare questa gente.  Anche grazie a loro è nata la Repubblica !

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