ELEZIONI REGIONALI PUGLIA 2015. Vi dico io chi votare!

Saranno quasi mille i candidati e diciannove le liste che supporteranno i sette candidati alla presidenza della Regione Puglia: Michele Emiliano (centrosinistra), Francesco Schittulli (destra),  Adriana Poli Bortone (destra), Antonella Laricchia, (M5S), Michele Rizzi (Alternativa comunista), Riccardo Rossi (L’altra Puglia), Gregorio Mariggiò (Verdi)

Più che dirvi chi votare, vi dico chi non votare: Emiliano, Schittulli e la Poli Bortone. Per non votare Michele Emiliano ci sono diverse ragioni: è ancora un convinto sostenitore di Renzi e della sua ‘Buona Scuola’, tra i candidati al consiglio comunale ci sono molti ex-esponenti di Forza Italia, dell’ Udc e di Alleanza Nazionale come Peppino Longo oltre ad alcuni indagati come Alfredo Spalluto. Emiliano è riuscito a inserire, senza alcun pudore politico, tra i suoi novecentocinquanta candidati comunali, anche esponenti di estrema sinistra, militanti nel PCd’I (peggio per loro …). Tra l’altro Emiliano, già magistrato, aspira a diventare presidente, l’unica carica che ancora non ha ancora ricoperto: e’ stato segretario regionale del Partito Democratico in Puglia, assessore del Comune di San Severo, sindaco di Bari.

Francesco Schittulli è un ex-democristiano. E’ stato un buon oncologo, fondatore della Lega Italiana per la lotta ai tumori e probabilmente avrebbe fatto meglio a fare il medico a tempo pieno perché la politica non ne ha guadagnato molto … Già Presidente della Provincia di Bari ha bisogno, naturalmente, di trovare un posto alla Regione. C’è da dire che tra le liste che lo appoggiano c’è ‘Oltre con Fitto’. Raffaele Fitto, ex-democristiano, ha aderito al Partito Popolare Italiano e nel 1999 si è seduto nel Parlamento Europeo, circoscrizione Sud, con Forza Italia; nel 2008 è stato rieletto alla Camera per conto del Partito delle Libertà  per poi ritornare a Forza Italia ed essere rieletto alle Elezioni Europee nel 2014. Si staccherà da Berlusconi creando una corrente in Forza Italia con il nome di Ricostruttori. E’ stato condannato, tra l’altro, in primo grado a 4 anni di reclusione dal Tribunale di Bari per presunti illeciti in appalti.

Adriana Poli Bortone da giovane aderì al partito di stampo fascista, il Movimento Sociale Italiano (MSI); è stata sindaco di Lecce, senatrice, onorevole, ed è stata scelta da Berlusconi (è tutto dire). Tra le sue liste c’è ‘Noi con Salvini’ …

Gregorio Mariggiò, dei Verdi, si presenta per un partito che ha solo un seggio su 315 al Senato e nessun seggio alla Camera.

Michele Rizzi è candidato di un partito che si chiama Alternativa Comunista; e gli italiani, quelli di destra per ovvie ragioni e quelli di sinistra classe ’60-’70 delusi dalla disfatta del PCI, la parola “comunista” non la vogliono più sentire. D’altra parte, la delusione della gente di sinistra è pure comprensibile: la Sinistra, quella italiana, non è stata mai capace di essere compatta, se non con il PCI (giova ricordare che alle elezioni del ’76 aveva ottenuto il 34% dei voti!); prova ne è il fatto che il PCd’I ha scelto Emiliano … Per non parlare della scomparsa di Rifondazione Comunista dal Parlamento, che nel ’92 aveva il 5,6% alla Camera e il 6,5% al Senato.

Da umile cittadino, innamorato della buona politica, di Gramsci, di Pertini, di Berlinguer, di Spadolini, di Moro, consiglio a quelle persone di sinistra, deluse e non, che vogliono continuare a votare a sinistra, di scegliere L’Altra Puglia con Riccardo Rossi presidente. Alcuni possono anche essere in disaccordo con alcune idee, ma è un partito che si fonda, oltre che sulla difesa della democrazia, sul diritto lavoro, sul diritto alla salute, sul diritto alla scuola e alla cultura, su un valore non meno importante, l’onesta, che di questi tempi nella politica italiana scarseggia.

Una valida alternativa potrebbe essere il Movimento Cinque Stelle con Antonella Laricchia presidente. La Laricchia è una candidata giovane militante in un Movimento nato da qualche anno, che, al di là di Casaleggio, è stato rilanciato grazie a Di Maio e Di Battista i quali hanno imposto ai parlamentari dei Cinque Stelle il taglio degli stipendi da destinare ad un fondo per finanziare nuove imprese e dare lavoro; inoltre stanno portando avanti una campagna elettorale con autofinanziamento. Sono impegnati anche sul fronte della legalità. Per le ultime denunce fatte in Parlamento hanno anche ricevuto una lettera di minaccia.

Consiglio, pertanto, di scegliere tra Riccardo Rossi e Antonella Laricchia. Gli altri, soprattutto Schittulli (quindi anche Fitto), Emiliano e la Poli Bortone, sono decisamente da cestinare come carta straccia: hanno fatto politica per anni e ragionano non con l’onestà politica che predicava Giuseppe Di Vittorio negli anni ’40-50, ma con una logica del “magna-magna” che, tradotto in italiano significa volere a tutti i costi ricoprire una carica istituzionale in un mondo politico basato sulla corruzione e sui favoritismi.

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