Giangiacomo Ciaccio Montalto: un magistrato scomodo!

Il pensiero di oggi va Giangiacomo Ciaccio Montalto, magistrato milanese ucciso da Cosa Nostra a Valderice, in provincia di Trapani, il 25 gennaio del 1983. Dopo essere entrato in magistratura nel 1970, venne subito spedito in Sicilia come sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani.  Si occupò per oltre dieci anni della mafia trapanese, specialmente degli affari del potente clan Mirone. Omicidi, corruzione, spaccio di stupefacenti e traffico d’armi erano le questioni più caratterizzanti delle sue inchieste. Purtroppo, per insufficienza di prove, non riuscì mai ad infliggere delle pene ai mafiosi. Nonostante avesse ricevuto numerose minacce – una delle tante fu una croce disegnata con la bomboletta spray sul cofano della sua macchia – fu lasciato solo, senza scorta. Verrà ucciso la notte del 25 gennaio 1983 a Valderice, alle 01:30 circa, mentre tornava a casa, raggiunto da tre killer armati. Montalto morì a soli quarantadue anni.

 

“Adesso c’è il rischio di inquinamento delle prove. I tre ultimi liberati erano in carcere da poco tempo. Di solito un ladro di polli ci resta molto di più. Ed io come cittadino posso dire che ci sono imputati privilegiati per ragioni economiche e collegamenti col potere politico e imputati qualsiasi”. (Montalto a fronte di alcuni imputanti rimessi in libertà durante l’inchiesta “sacco del Belice” nel 1978)

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