E’ successo tutto così in fretta, in solo una settimana. Il mondo intero ha perso due grandi artisti: Gianmaria Testa, cantautore, e Gato Barbieri, sassofonista e compositore argentino.

GIANMARIA TESTA

(1958 – 30 marzo 2016)
Gianmaria Testa non aveva bisogno di chiedere nulla a nessuno per esprimere la sua arte. Dopo aver lavorato a lungo come ferroviere, durante gli anni ’90 intraprese la carriera di cantautore, spronato probabilmente dalla sua voce profonda che lo caratterizza molto. Incise sette album, uno più bello dell’altro, in cui affronta diversi argomenti: dall’amore a temi attuali come l’immigrazione – tema centrale dell’album Da questa parte del mare. Durante i suoi vent’anni di musica, si è sempre circondato di grandissimi musicisti, suonando in Italia, in Canada, in Portogallo e in Francia. Con quest’ultima nazione, costruirà un ponte di gemellaggio. Molti album li pubblicò con case discografiche francesi. Si esibì anche nel prestigioso teatro Olympia di Parigi, trampolino di lancio verso il successo nel territorio francese. Gianmaria Testa ha creato uno stile particolare, miscelando il jazz, la canzone d’autore e il folk. E’ senz’altro un autore da far conoscere a tutti, soprattutto ai giovani di oggi, sempre più contaminati da tonnellate di musica di cui non riescono più ad apprezzarne la vera bellezza.

Erri De Luca, suo carissimo amico con cui collaborò in diversi spettacoli, dopo la sua morte lo ricorda così:

«In nome del pane, del vino, delle canzoni e del nostro beniamino Chishotte: addio fraterno compagno. Ci siamo abbracciati, cento, mille volte, il mio braccio ha lo stampo della tua spalla, il tuo braccio della mia. Usciva, dal fascio di luce senza inchini, salutando con il verso di una tua canzone: e con la mano, che non veda nessuno, con questa mano ti saluterò.»

GATO BARBIERI

(1932 – 2 aprile 2016)

Sono pochi i musicisti che, ascoltandoli, provocano un vero e proprio “arrizamento delle carni”. Leandro Barbieri è uno di questi. Capace, con il suo amato e fedele sassofono, di incantare i cuori e gli animi di tantissima gente. Collaborò con grandissimi artisti come Ennio Morricone, Carlos Santana, Antonello Venditti, Pino Daniele. Durante i suoi più di sessant’anni di musica, ha inciso più di venti album, regalando alla gente grandi emozioni. Molti lo ricordano per la celebre colonna sonora del film Ultimo tango a Parigi (1972), diretto da Bernardo Bertolucci, interpretato da Marlon Brando e Maria Schneider. Gato Barbieri resta un musicista da tenere in forte considerazione per tutti quelli che volessero avvicinarsi allo stile del jazz e del pop, sassofonisti e non.

Antonello Venditti, suo amico e compagno di palcoscenico in diversi capolavori, da Modena a Piove su Roma, lo ricorda con queste parole:

«Amiche ed amici Gato Barbieri e’ morto e con lui se ne va una parte essenziale della mia e della musica mondiale. Sono orgoglioso di averlo avuto al mio fianco e di aver avuto il privilegio di suonare insieme a lui…Da Modena a Piove su Roma passando da Che fantastica storia è la vita ha rappresentato col suo urlo di Sax tutta la sua e la mia anima ribelle e rivoluzionaria in un mondo che ha smesso di urlare!!! E’ stato un privilegio averti come amico Gato! Antonello»

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