Giornalisti antimafia. Un giusto sostegno a chi ne ha bisogno!

“Poteva come tanti scegliere di partire, invece lui decise di restare”  (Modena City Ramblers – 100 passi)

Era il caso di Peppino Impastato, che decise di continuare, attraverso ‘Radio Aut’, a denunciare la realtà mafiosa di Cinisi, provincia di Palermo,  sapendo che sarebbe stato ammazzato.

Come lui, anche oggi ci sono molti giornalisti che rischiano la vita ogni giorno. Io ho letto libri e articoli di Giovanni Tizian, Rosaria Capacchione, Roberto Saviano e Lirio Abbate ma la lista di giornalisti è davvero lunghissima. La maggior parte dei giornalisti impegnati su questo fronte sono stati minacciati in diverse maniere: auto incendiate, violenze fisiche, minacce a parenti. E’ importante citare la figura di Pino Maniaci, imprenditore, che da anni, con la sua Telejato, racconta la realtà criminale siciliana. La maggior parte di questi giornalisti, per ora, ha deciso di restare pur correndo gravi rischi. Roberto Saviano, al contrario, è stato costretto ad abbandonare la sua Napoli.

Il mio sostegno va a questi ‘eroi’, ed è giusto e doveroso chiamarli eroi perché hanno deciso di denunciare la criminalità piuttosto che fare un percorso di carriera tranquillo e senza rischi. L’Italia ha un grande bisogno di queste persone e gli italiani hanno necessità di sapere cosa c’è oltre la realtà che vediamo noi “comuni mortali”. Continuate così!

Giovanni Falcone affermava: “La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.

Sono fermamente convinto che, in presenza di un governo poco attento e che potrebbe fare molto di più , se si creasse un’importante coscienza popolare su questo tema drammaticamente attuale e se tutti iniziassimo a informarci e a sostenere chi già combatte per la nostra libertà, riusciremmo ad annientare il cancro principale del nostro Paese.

 

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