Il mio Presidente? Sandro Pertini

 

Ho riascoltato alcuni dei più importanti discorsi di fine anno del presidente della Repubblica Sandro Pertini. Ho fatto una selezione di alcuni passi che mi son piaciuti di più. Erano anni bui e l’Italia aveva bisogno di un grande presidente. E Pertini lo era.

 

[…]

I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo.

E’ con questo animo quindi, giovani che mi rivolgo a voi: ascoltatemi vi prego: non armate la vostra mano. Armate il vostro animo. Non armate la vostra mano, giovani, non ricorrete alla violenza, perché la violenza fa risorgere dal fondo dell’animo dell’uomo gli istinti primordiali, fa prevalere la bestia sull’uomo ed anche quando si usa in istato di legittima difesa essa lascia sempre l’amaro in bocca. No, giovani, armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purchè la vostra scelta, presupponga il principio di libertà, se non lo presuppone voi dovete respingerla, altrimenti vi mettereste su una strada senza ritorno, una strada al cui termine starebbe la vostra morale servitù: sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto ad essere sempre degli uomini in piedi, padroni dei vostri sentimenti e dei vostri pensieri. Se non volete, che la vostra vita scorra monotona, grigia e vuota, fate che essa sia illuminata dalla luce di una grande e nobile idea.

Ecco, Italiani e Italiane, con quale animo io mi sono presentato a voi, umilmente, senza alcuna stolta arroganza di potere. Mi sono presentato a voi con molte preoccupazioni, ma anche con la fede nel popolo italiano. A voi tutti i più fervidi auguri per l’anno che sta sorgendo: possa il 1979 recare tranquillità al nostro popolo e costituire l’inizio della sua rinascita economica e sociale. E sia il 1979 l’anno di una pace sicura per il mondo.

(Sandro Pertini , Messaggio di fine anno – 1978)

omaggio - sandro pertini

 

 

Miei cari amici,

eccomi qui per la seconda volta a rivolgervi i miei auguri per l’anno che sta per sorgere. Ve li rivolgo senza nessuna formalità, fuori da ogni norma protocollare, il protocollo, lo sanno i miei collaboratori, mi dà sempre fastidio, come fossi seduto alla vostra tavola, alzare con voi il bicchiere, bere alla vostra salute, alla salute del popolo italiano, e anche alla mia salute.

Il mio pensiero corre in modo particolare in questo momento agli italiani che sono stati costretti a lasciare l’Italia per andare all’estero a trovare lavoro. E’ un’esperienza che io ho conosciuto nella mia lontana giovinezza. Ed io so che questi italiani sentono in questi giorni un desiderio, una nostalgia struggente del loro Paese, dei loro parenti e dei loro amici.

Io vi rivolgo questi auguri con un animo preoccupato, ma anche nel mio animo vi sono delle speranze. Sono preoccupato soprattutto per la disoccupazione che vi è nel nostro Paese, e per la disoccupazione in modo particolare giovanile. La disoccupazione giovanile è un campo fertile, amici miei, per la droga e per il terrorismo.

Per la droga. Io lo so perché ne ho avvicinati di questi giovani, giovani che si sentono, perché senza lavoro, emarginati, depressi, demoralizzati, mal consigliati. Varcano la soglia dei cosiddetti ”paradisi artificiali”, che, poi, invece è un inferno che porta alla rovina. E pensano in questo modo di poter trovare un’evasione, ed invece trovano la loro rovina personale.

Bene, vedete, io mi rivolgo agli anziani, ai genitori, agli educatori, talvolta basta una parola di comprensione verso questi giovani depressi, basta una conversazione fatta con loro amichevolmente per evitare che essi possano varcare la soglia della droga e, quindì,della perdizione. Sta a voi genitori ed educatori, stare vicino a questi giovani per salvarli dalla loro rovina.

Ho detto che è anche un terreno fertile per il terrorismo. Risulta da informazioni che molti giovani disoccupati che, pur di guadagnare qualche migliaio di lire, finiscono per diventare dei cooperatori, dei collaboratori dei terroristi. E quindi anche questa è un’altra strada che per i giovani significa la loro perdizione.

[…]

Io credo nella nostra gioventù, a differenza di molti anziani che in questo momento mi ascoltano. La stragrande maggioranza della nostra gioventù è politicamente e moralmente sana.

[…]

Ed allora ecco perché io mi sono persuaso che la nostra gioventù è molto sana. E’ vero sono giovani, non possono avere la mentalità degli anziani, ed è un errore grave che compiono gli anziani, siano essi genitori o educatori, di voler imporre ai giovani la loro mentalità di anziani. E quindi scavano un solco fra essi e i giovani. Io valico questo solco e vado incontro ai giovani comprendendo la loro mentalità, che è stata la mia mentalità quando giovane ero come loro.

Con questo auspicio io formulo per voi, cari amici, i più fervidi auguri. Non dobbiamo disperare. Vedrete che riusciremo ad uscire da questo tunnel della violenza, della disoccupazione, della recessione economica. Perché io credo nel popolo italiano.

[…]

(Sandro Pertini , Messaggio di fine anno – 1979)

1978 a piedi al giuramento

 

 

Io ai giovani questo dico: battetevi sempre per la libertà , per la pace e per la giustizia sociale. La libertà senza la giustizia sociale non e’ che una conquista fragile che si risolve per molti nella libertà di morire di fame. Bisogna che alla libertà sia unita la giustizia sociale. Sono un binomio inscindibile. Lottate quindi con fermezza, giovani che mi ascoltate, perché lotterete così per il vostro domani, per il vostro avvenire. Ma siate sempre tolleranti. Sì lottate con la passione con cui ho lottato io, e lotto ancora oggi nonostante gli anni; lottate per la fede che arde nei vostri cuori. Ma io vorrei che voi teneste presente un ammonimento di un pensatore francese, ammonimento che io ho sempre tenuto presente alla mia mente. ´´Dico al mio avversario: io combatto la tua idea che e’ contraria alla mia, ma sono pronto a battermi sino al prezzo della mia vita perché tu la tua idea la possa esprimere sempre liberamente´´. Ecco quello che io dico ai giovani, senza presunzione, quasi fossi un loro compagno di strada, tanto mi sta a cuore la loro sorte. Ed io li esorto ad andare avanti, a continuare per la loro strada, a cercare nella scuola cultura; ad ascoltare i loro docenti per adornare la loro mente di cognizioni necessarie quando saranno chiamati a svolgere un’ attività. Voi giovani siete la futura classe dirigente del nostro paese, dovete quindi prepararvi per assolvere degnamente questo nobilissimo compito. Ebbene io, finché vita sarà in me, starò al vostro fianco nelle vostre lotte, giovani che mi ascoltate. Lotterò sempre con voi per la pace nel mondo, per la libertà e per la giustizia sociale. Buon anno a tutti voi miei connazionali, italiani e italiane. E perdonate se ho turbato la vostra vigilia di capodanno con questa mia conversazione guidata dalla fraternità che a voi mi lega.

(Sandro Pertini , Messaggio di fine anno – 1983)

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