La moda uccide

Non è facile parlare di uno degli argomenti più diffusi tra i giovani, e non solo: la moda. Solitamente quanto parliamo di moda ci riferiamo all’abbigliamento, a cui da sempre l’uomo presta attenzione. Sin dai tempi di re Luigi XIV, le donne francesi e non solo, indossavano vestiti e parrucche scomode e soprattutto nocive alla loro salute. Ad esempio il corsetto, che comprimeva gli organi del busto, la crinolina, scomoda e pericolosa nei movimenti, il fontage, dannoso al collo e alla schiena e i piedi fasciati di loto delle donne orientali. In quei casi la moda rischiava davvero di uccidere.

Oggi quegli abiti, nella stragrande maggioranza dei casi non si usano più. Ma ci sono delle mode che sono altrettanto nocive all’uomo. Penso ai tatuaggi, all’eccessivo uso di alcool, di fumo e di droghe, spacciate nelle discoteche piuttosto che agli angoli delle strade. Non è facile dire di no a queste mode proprio perché essendo diffuse nei giovani risulta difficile distaccarsi dalla massa, magari rimanendo emarginato. Anche l’abbigliamento è poco variegato. Infatti, camminando in città è difficile riconoscere tra la gioventù un’autenticità nell’abbigliamento. La moda influisce in modo decisivo in queste questioni fondamentali.

La moda uccide l’autenticità di una persona perché ti ordina di ascoltare un tipo di musica, di vestirti in un certo modo, di frequentare un certo tipo di locali, di fumare, di sbronzarti, di assumere determinati atteggiamenti – spesso strafottenti – nei confronti del prossimo e dell’ambiente che ti sta attorno.

Basterebbe seguire il buon gusto e non la moda “alla lettera”. Quindi mantenere la propria autenticità, i proprio gusti e il proprio stile. Perché, come diceva Coco Chanel, “la moda passa, lo stile resta”.

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