Lega, immigrazione e demagogia

IERI. Alla festa di Pontida del 2009 il giovane Matteo Salvini, della Lega Nord, viene ripreso in un video mentre intona un coro offensivo e discriminatorio contro i napoletani.

Il 7 dicembre 2013 vince le Primarie degli iscritti contro Umberto Bossi e, con 8162 voti (pari all’82% delle preferenze), viene eletto segretario federale della Lega Nord.

La proclamazione ufficiale avviene durante il Congresso federale straordinario tenutosi al Lingotto di Torino il 15 dicembre.

Pensate che in questa circostanza viene affisso uno striscione con su scritto “vogliamo il muro” (ovviamente a separare il Nord dal Sud).

OGGI. Alla vigilia di probabili elezioni sono certo che quel Salvini antimeridionalista prenderà, paradossalmente, molti voti per tre motivi essenziali: è giovane, è molto presente sul territorio e propone di risolvere problemi come l’immigrazione con una politica semplicisticamente razzista, molto selettiva e dura.

Se fossero davvero gli immigrati i responsabili dei problemi di oggi mi troverei d’accordo. Ma non credo che si possa generalizzare e semplificare. Sicuramente la politica leghista non è, per definizione di “lega” la soluzione. Certamente qualcosa bisognerà fare per controllare un problema nazionale ed europeo. Sicuramente i Governi italiani ed europei sono stati poco lungimiranti e hanno fatto ben poco.

Magari bisognava lavorare localmente in quei Paesi per evitare derive dittatoriali e migliorare le condizioni di quelle persone in casa loro piuttosto che spingerle a venire qui per un piatto di pasta e la certezza di un futuro di uguale sofferenza.

E probabilmente la Lega non avrebbe avuto il successo che sta avendo …

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