Lettera a Paolo Borsellino

Caro Paolo,

ti voglio bene. Sei per me, e spero per tanti altri, un eroe da cui imparare tanto. Il motivo fondamentale di questa lettera, che spero potrai leggere un giorno da lassù, è quello di ringraziarti. Ti ringrazio per tutto il lavoro che hai svolto, che ti ha portato via tanto tempo e tante energie. Hai certamente contribuito, oltre che ad indebolire la mafia, a risvegliare le coscienze di tanti adulti e di tanti ragazzi come me che cercheranno fino alla morte, con tutte le forze, di renderti onore.

Oggi la situazione italiana è molto complicata. La mafia, fortunatamente, non è più quella terribile e sanguinaria organizzazione criminale che ha fatto saltare in aria tanti grandi uomini o che ha sciolto brutalmente nell’acido tanti innocenti. La mafia oggi è sempre più “silenziosa” ed è in connubio perfetto con la politica; questa situazione già era presente ai tuoi tempi, ma sicuramente si è, col tempo, aggravata. Chissà cosa pensereste e cosa fareste tu e il buon Giovanni se foste ancora vivi …

Sogno un governo formato da tanti politici onesti, tanti Valarioti, La Torre, Falcone, Borsellino … Credo che rimarrà un sogno che difficilmente si trasformerà in realtà. Mai perdere la speranza però!

Se mai dovessi avere dei figli, il terzo si chiamerà Paolo, in tuo onore. Scusami se do’ la precedenza a nomi come Lucio (in onore di Dalla), Enrico (in onore di Berlinguer); ma certamente “condividi” le mie scelte e riesci a comprendermi.

Oggi, 19 luglio 2015, non si celebra l’anniversario della tua morte, ma una specie di “giorno di ringraziamento” per quello che sei stato e che hai fatto per noi. La tua frase secondo me più bella e significativa, tra le tante, è certamente: «Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene.» Oggi credo che sia assolutamente attuale come messaggio. E’ fondamentale che, soprattutto fra i giovani, ci sia un senso del dovere e della legalità che ci porti necessariamente a parlare di mafia, di quanto sia stata crudele negli anni passati e di come oggi si manifesta ai nostri occhi, spesso accecati e distratti. Mi avrebbe fatto tanto piacere conoscerti.

Ti voglio bene, grazie di tutto.

Francesco Saverio

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