L’ingiustizia di una bambina innocente

Il pensiero di oggi va a Marcella Tassone, bambina di 10 anni uccisa a Laurana di Borrello (provincia di Reggio Calabria) il 23 febbraio 1989, insieme a suo fratello Alfonso, pregiudicato vero obiettivo dell’agguato. Non metto in dubbio che suo fratello sia stato un delinquente, ma crivellare di colpi una bambina innocente solo per paura che possa diventare una testimone pericolosa mi sembra troppo. Del resto è la sanguinaria e irragionevole ‘Ndrangheta, che ci ha abituati a questo ed altro! Dove sono finite le regole della mafia secondo cui “donne e bambine non si toccano e non si uccidono”? Non ci sono mai state, mai! Non ci sono codici di rispetto nella delinquenza e nella violenza. Sono tutte bugie. La mafia ha ucciso tante donne e tanti bambini. Marcella ne è un chiaro esempio. E trovo disgustoso che possano ancora esserci delle vittime così giovani e innocenti. Giovani vittime se non uccise direttamente a colpi di mitra dalla mafia, indirettamente colpite – ad esempio – dai tumori nelle zone dove uomini senza dignità, senza cuore, senza rispetto, hanno seppellito, e continuano a farlo, tonnellate di rifiuti e bidoni radioattivi sotto le proprie terre. Le terre dei propri cari, dove sono cresciuti.

Ciao Marcella, ovunque tu sia, abbi il coraggio di perdonarli. Ricordati che ha vinto tu questa battaglia in cui, casualmente, ti sei trovata ad affrontare. La tua vita vale molto di più di tutti loro messi assieme. Che possa rivivere in altri mondi, più felici, più onesti e che possa goderti la gioventù che qualcuno ti ha purtroppo negato.

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