Non amiamo abbastanza il nostro Paese

L’Italia – per moltissime persone, soprattutto per la maggior parte dei giovani – è un Paese di passaggio, che non merita i giusti riguardi. Si manifestano insofferenza e malcontento generale che portano al forte desiderio di emigrare al Nord – nel caso di molti terroni come me – e, in generale, all’estero, dove “c’è più lavoro”. Risulta semplice addossare la colpa dei propri insuccessi scolastici e professionali alle scarse possibilità che il territorio offre. A questa insoddisfazione generale si aggiungono il maltrattamento del territorio e lo snobismo verso ogni forma di manifestazione artistico-culturale organizzata nel nostro Paese. L’ Italia – se non durante l’inizio del ‘900, attraverso la forte propaganda di guerra portata avanti da grandi intellettuali come Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti, – non è mai stata una nazione patriottica. L’atteggiamento è del tipo “Armiamoci e partite”. Mi riesce impossibile rimanere zitto e fermo dinanzi a ciò che in Italia sta succedendo. Il nostro amato territorio, difeso a denti stretti da valorosi uomini durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, è vittima di un’immigrazione incontrollata e del terrorismo islamico che incombe. Non è possibile che in una regione – che vent’anni fa assomigliava ad un Paradiso terrestre, come il Trentino Alto-Adige, nascano cellule terroriste di jihadisti, cioè persone che si riuniscono e che meditano azioni terroristiche in nome di Allah. Si tratta di gente a cui l’Italia ha offerto una terra in cui abitare e in molti casi ha dato loro ostello. Oltre all’importantissima questione del terrorismo, bisogna affrontare il tema dell’immigrazione incontrollata. A questo si aggiungono i gruppi di stranieri comunitari venuti in Italia per delinquere. E’ il caso, per esempio, di un numero sempre più considerevole di pregiudicati rumeni che spopolano nelle grandi città e non solo. Sono sempre loro, insieme ad altri gruppi dell’Est, come i georgiani, i protagonisti delle pagine di cronaca. Questi ultimi sono grandi esperti nei furti di appartamento. Vengono in Italia perché è l’unica nazione “in cui è facile rubare e fare i fatti propri”. Abbiamo un codice penale applicato in maniera ridicola in virtù di artifici legali vari. Il giorno dopo aver compiuto un furto d’appartamento sono già fuori. Ed è per questo che molti membri delle forze dell’ordine si trovano “con le mani legate”. Il sistema americano – se pur in molti casi eccessivamente crudele – è da prendere in forte considerazione affinché si mantenga l’ordine. Naturalmente la maggior parte degli stranieri viene in Italia per lavorare onestamente ma non si può più tollerare quell’altra parte di soggetti, controllati dalle organizzazioni criminali presenti sul territorio, che delinquono impunemente. Se già durante un interrogatorio Buscetta dichiarava, negli anni ’80, che la microcriminalità comune – comprendente ladri, scippatori e borseggiatori – versava percentuali importanti dei suoi guadagni a Cosa Nostra, figurarsi se non fanno lo stesso gli stranieri. Basti pensare che alcuni georgiani – dediti alla tratta e allo sfruttamento dei mendicanti diversamente abili – furono fatti alloggiare nelle ex stalle in via Oberdan, a Bari, di proprietà di Savinuccio Parisi, boss indiscusso del quartiere Japigia. Va quindi completamente riformato il codice penale, vanno inasprite le pene ai danni di tutti ovviamente, non solo degli stranieri. Nel caso degli immigrati, da accogliere e di certo da non far affogare nel mare, è necessario che vengano rigorosamente schedati e riconosciuti perché è normale che qualsiasi persona, di qualunque razza, religione e orientamento politico, che vive in Italia, venga riconosciuta e identificata. Così come lo sono gli italiani.

Se noi amassimo davvero la nostra nazione, scenderemmo in campo a difenderla. Con la forza, con la stampa o semplicemente con la nostra presenza. Quindi risulta sciocco riconoscere l’Is come un prodotto americano. Senza dubbio nessuno esclude l’ipotesi che gli americani abbiano venduto le armi ai fondamentalisti islamici e a tutti quelli contro cui combatte. Ma siamo sicuri di poter trattare e provare a discutere con persone che si fanno esplodere in nome di un dio? Non credo proprio. Dicono che l’Italia sia un Paese di bigotti che impone la propria dottrina a tutti. Bene, da non credente, riconosco che in Italia, fortunatamente, sono presenti tutte le tipologie di libertà, da quella di stampa a quella religiosa. Se oggi non esiste l’indice dei libri proibiti, se oggi le donne possono camminare a testa alta, mischiarsi tra la gente e partecipare alla vita mondana, se oggi la donna può scegliere il proprio marito, se oggi possiamo vestirci come ci pare, se oggi possiamo ascoltare tutti i tipi di musica che vogliamo, se oggi chi bestemmio Cristo e la Madonna non finisce in una segreta, lo dobbiamo all’importante crescita culturale e sociale che l’Italia – come tutti gli Stati d’Europa – ha avuto nei secoli. Ciò ha sicuramente contribuito a una Chiesa moderna, tollerante e attiva sul piano della solidarietà. Se in Italia, dove con le bestemmie, da Milano a Messina, volano cristi, santi e madonne , avessimo avuto le regole dei paesi Medio – orientali, la popolazione sarebbe stata decimata.

Con le cellule fondamentaliste jihadiste e terroriste non esistono mezzi termini. Un giorno vorrò portare mio figlio a visitare il Colosseo, la Galleria degli Uffizi, piazza San Marco, la Torre di Pisa, la valle dei Templi. Non permetterò a nessuno di distruggere queste meraviglie di cui gli italiani dovrebbero vantarsi ogni minuto. Non permetterò di fare ciò che è stato fatto nel Museo nazionale iracheno di Bagdad o ai siti archeologici di Nimrud e Hatra. Non permetterò a nessuno di ripetere il terribile attentato alle Torri Gemelle di New York. Non permetterò a nessuno che muoiano altri giornalisti innocenti. La libertà di stampa è sacra e loro non lo hanno mai capito e mai lo capiranno, perché sono mentalmente arretrati.

Non amiamo abbastanza la nostra terra. Se la amassimo non continueremmo a scherzarci su e addirittura a cercare di comprendere le motivazioni delle loro folli idee. Se la amassimo abbastanza, visiteremmo musei, sceglieremmo di rimanere nelle nostre città in eterno per contribuire a migliorarle e ci indigneremmo ogni secondo per ciò che di più negativo avviene all’ ordine del giorno. Se amassimo davvero la nostra terra, faremmo di tutto per difenderla a denti stretti, come hanno fatto in passato tanti valorosi uomini.

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