“Piazza Rossa” o “Piazza Verde-azzurra”?

Ieri si è svolta a Bologna una manifestazione, organizzata dalla nuova coalizione della destra – che comprende principalmente i partiti: Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia -, a cui hanno preso parte migliaia di giovani e adulti. La manifestazione ha avuto sede in Piazza Maggiore – definita dalla sinistra “Piazza Rossa”, sia perché piazza principale della “Città Rossa”, ovvero la città comunista, sia per il colore particolarissimo delle sue splendide architetture – e come slogan “Liberiamoci da Renzi”. Erano presenti diversi personaggi della politica: Luca Zaia (Presidente leghista del Veneto), Roberto Maroni (Presidente leghista della Lombardia), Giorgia Meloni (Presidente di Fratelli d’Italia), Umberto Bossi (Presidente federale della Lega Nord), Giovanni Toti (Presidente della Liguria, membro di Forza Italia), Mariastella Gelmini (ex Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di Forza Italia), Silvio Berlusconi (Presidente di Forza Italia, ex Presidente del Consiglio), Daniela Santanchè (Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, di Forza Italia). Ma le attese erano tutte per Matteo Salvini (Segretario federale della Lega Nord), che è arrivato in piazza Maggiore intorno alle 10:30, accolto da un marea di voci e applausi. Ha fatto il suo solito sproloquio ai danni di Renzi e, nel primo pomeriggio, ha concesso due interviste, alla giornalista Lucia Annunziata – dal programma In 1/2 ora – e alla conduttrice televisiva Barbara D’Urso – dal programma Domenica Live. Berlusconi – con i suoi 80 anni – ha anche lui inveito contro Renzi, rilanciando una coalizione di destra vincente alle prossime elezioni (Fi, FdI e Lega). Ma come? Proprio lui che si incontrò con Renzi in largo del Nazareno – dove poi nascerà il Patto del Nazareno –  ha deciso di pugnalarlo alle spalle? Che dirà il buon Giuliano Ferrara, giornalista ex direttore de Il Foglio,  carissimo amico del Cavaliere, autore del libro “Il Royal baby. Matteo Renzi e l’Italia che vorrà”?

La notte prima della manifestazione di Bologna, intorno alle 4, alcune persone – riconducibili alla sinistra, e appellati dal Salvini come “zecche dei centri sociali” – hanno compiuto dei sabotaggi provocando 15 piccoli incendi in quattro diverse zone della stazione Santa Viola di Bologna, in prossimità dei binari. In prossimità di un binario c’era questa la scritta “8-11 sabotare un mondo di razzisti e frontiere”. E’ un chiaro tentativo di sabotaggio anche e soprattutto per creare disagi alla circolazione dei treni.

Questa, a parer mio, è stata una mossa sbagliata. Così facendo, “i sinistri”, non hanno fatto altro che dare ancora più argomentazioni e strumentalizzazioni a Salvini, loro nemico prediletto. Lo stesso può dirsi per i cortei – mirati a sabotare la manifestazione leghista – partiti dal ponte in via Stalingrado, dove la polizia ha dovuto arginarli per evitare scontri tra “ultras politici”. Un poliziotto rimarrà ferito da una bomba carta. Sono strategie sciocche che non portano a niente. Diverso è nel caso dei movimenti #NoTav o #NoExpo. Salvini o chiunque altro è libero di manifestare in una piazza d’Italia. Se ci fossero associazioni, forze politiche, movimenti estremisti, che sono in disaccordo con le sue idee, dovrebbero contrastarle facendo politica seria, no con la violenza. La sinistra, anche quella estremista, si è sempre vantata – nel tempo – di essere colta, superiore e idealista. Bene. Si mettesse a lavorare con progetti concreti e realistici, visto che negli ultimi vent’anni ha fatto solo ridere, per quanti soldi ha divorato alle spalle degli operai, che in quel drappo rosso ci credevano davvero …

Mi duole constatare che, se prima in piazza Maggiore si gridava “Enrico, Enrico”, ora si grida “Matteo, Matteo”.

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