Manifestare è un diritto. Alle manifestazioni, organizzate da organi di potere, sindacati e partiti, spesso prendono parte gli studenti. Il 9 ottobre si terrà a Bari l’ennesima manifestazione contro la “Buona Scuola” di Renzi, già approvata, quest’estate, dal Parlamento. A metà novembre ne verrà organizzata un’altra, sempre da Rete della Conoscenza e Unione degli Studenti, gabbie di “comunisti a modo loro” che si arrogano il diritto di prevalere su chiunque.

Premetto che quella della buona scuola è una riforma, per certi aspetti, oggettivamente disastrosa soprattutto perché dà un potere troppo grande ai presidi. Su altri punti ci sarebbe da discutere poiché non li trovo poi così malvagi …

Tornando alle manifestazioni, considero assolutamente inappropriata la partecipazione degli studenti perché, con la loro assenza da scuola, non arrecano alcun danno, economico o di altro tipo, allo Stato. Sono stupidaggini quelle secondo cui i ragazzi devono manifestare, quindi perdere ore a scuola, perché il loro futuro sarebbe precluso da riforme di questo tipo. Ma stiamo scherzando? I ragazzi, io in primis, devono studiare per crescere con i valori della legalità e dell’onestà e non della canna o della birra post foto sui social, devono studiare per essere poi capaci di cambiare la pessima classe dirigente che da anni governa il nostro Paese, con l’obiettivo di sostituirsi ad essa. Oggi se vuoi imparare e studiare puoi farlo anche con pochi euro. Sono scuse quelle del diritto allo studio precluso … Oggi tutti possono accedere ai saperi!

Non voglio parlare poi di quanti ragazzi partecipano alle manifestazioni senza conoscerne le motivazioni, per saltare una giornata di scuola o per andare a fare shopping nella grande città sede del corteo. E’ triste vedere centinaia di ragazzi/e che cantano “Bella ciao” o “Fischia il vento” senza capirne il significato, fumando erba con il pugno chiuso alzato. Sveglia! Il comunismo non è una moda, ma un ideale che è stato difeso in passato da uomini valorosi e coraggiosi. Oggi Fidel Castro se ne va in giro con la tuta dell’Adidas – una delle più grandi multinazionali esistenti. Il maiale nord-coreano Kim Jong Un spadroneggia su tutto e su tutti: fuck a quelli che dicono, in sua difesa, che “i media e i giornalisti sono manovrati e corrotti”. Sì, andate a dirlo ad Anna Politkovskaja, coraggiosa giornalista uccisa da quell’altro big pig di Putin a causa delle sue denunce verso i crimini di guerra in Cecenia. Il comunismo è fallito in Italia perché negli anni ’70 c’erano i brigatisti con le loro folli idee di rivoluzione e di instaurazione di regimi improbabili e c’erano i politici che lucravano sulla gente che davvero credeva in quegli ideali: questi ultimi oggi si ritrovano pensioni d’oro. Il fascismo? Non ne parliamo proprio. Regime in partenza da condannare. Rabbrividisco al pensiero di tutti i giovani in camicia nera che applaudivano il Giorgio Almirante di turno e che spesso aderivano a gruppi estremisti protagonisti delle stragi popolari.

Poi c’è il discorso sull’antimafia, che non viene attuato come processo continuo mirato ad informare concretamente e ad organizzare attività sul territorio e, perché no, a denunciare il malaffare, ma come risveglio occasionale, magari qualche settimana prima della Marcia organizzata da Libera. Ah già, Libera … importantissima associazione antimafia. Sono tesserato da due anni a Libera. Il problema di Libera è che, come tutte le associazioni, spesso nutre delle perplessità ed effettua delle frenature quando si tratta di aderire a manifestazioni e attività organizzate da altre associazioni antimafia. Vorrei chiarire che la lotta alla mafia deve essere fatta in maniera universale, da tutti e da tutte, senza che nessuno eserciti il “monopolio dell’antimafia”. Per non parlare di tutto il merchandising dei libri, molti scopiazzati, che vengono scritti senza reali proposte e finalità di lotta concreta alla mafia …

Impariamo a pensare con la nostra testa. A non farci guidare da organi apparentemente non dichiarati politicamente, ma che di politica ne fanno e come. Se volete, partecipate pure alle manifestazioni, ma prima di tutto imparate a conoscerne le effettive motivazioni, informatevi su tutto il panorama politico e soprattutto analizzate, per conto vostro, tutti gli effettivi punti di una riforma o di un decreto. Se vi trovate d’accordo allora manifestate. Ciao!