Rispetto per la musica?

Questo pomeriggio ho assistito ad una meravigliosa esecuzione, presso il Teatro Petruzzelli di Bari, dello Stabat Mater di Antonín Dvořák. Non ho potuto godermi l’emozione dell’attacco iniziale perché è stato preceduto, e quindi ritardato, dallo squillo del solito smartphone. A Bari, oltre alla brutta abitudine di tenere accesi i cellulari – continuando durante il concerto a condividere foto e a chattare -, vige quasi l’obbligo morale, di principio, del ritardo a concerto iniziato. Ma non è finita qui! Durante i versi della cantata religiosa, un signore, che si era allontanato qualche minuto prima, è ritornato al suo posto, nel quinto ordine, con diverse bottigliette d’acqua tra le mani che ha consegnato ai suoi amici, non curandosi della gente attorno che stava infastidendo.

Non so se chiamarla cattiva educazione perché si tratta di elementi che hanno abbondantemente superato gli anta – quindi educatori e genitori – e che, con gli smartphone tra le mani, che non sanno assolutamente manovrare, sembrano essere dei bambini impazziti per il giocattolino nuovo. In un teatro desolante, vuoto a metà, è vergognoso che si verifichino esempi simili di in rispetto non solo nei confronti dell’orchestra, del suo direttore, del coro e delle voci soliste ma anche e soprattutto nei confronti del pubblico.

E’ una vergogna!

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