Salvatore Giuliano: banditismo e ignoranza al servizio dei poteri forti

Salvatore Giuliano è stato, probabilmente, il bandito più famoso nella storia d’Italia. Vissuto dal 1922 al 1950, è stato protagonista della strage di Portella della Ginestra, drammatico evento del 1° maggio 1947.

Figlio di emigrati,  lavorò come fattorino per una società elettrica e talvolta trasportando del cibo comprato al nascente “mercato nero”.

Riuscì, sin da ragazzo, a farsi conoscere e rispettare, imparando presto a maneggiare le armi: il 2 settembre 1943 uccise un carabiniere durante un controllo della merce che stava trasportando. Da quel giorno iniziò la sua latitanza.

Fu membro attivo del Movimento Indipendentista Siciliano (MIS) e “colonnello” dell’Esercito volontario per l’indipendenza della Sicilia (EVIS) impegnandosi non poco nella lotta per l’indipendenza della Sicilia.

Va detto che del Movimento indipendentista fecero parte intellettuali, grandi proprietari terrieri, politici ma anche briganti e “illustri” mafiosi come Calogero Vizzini, capo della Cosca di Villalba, ritenuto uno dei principali contatti che Cosa Nostra aveva con l’America, Michele Navarra, Francesco Paolo Bontate, il quattordicenne Pippo Calò e il diciassettenne Tommaso Buscetta.

Nonostante la Sicilia ottenne, nel maggio del 1946, l’autonomia speciale, Giuliano rifiutò di deporre le armi e continuò con la sua banda, di oltre 2000 uomini, per oltre quattro anni, a compiere omicidi e violenze sia con contro le forze dell’ordine che contro i cittadini inermi. Nella Strage di Portella della Ginestra, ad esempio, durante la festa dei lavoratori, in prevalenza contadini, che manifestavano contro il latifondismo, morirono 11 persone e ne vennero ferite 27.

Salvatore Giuliano è stato il classico bandito, vissuto in un contesto di povertà assoluta nel paesino siciliano di Montelepre, che inizialmente lottò per i valori dell’indipendenza e del malcontento sociale creando il mito del Robin Hood che rubava ai ricchi per dare ai poveri ma che poi, stringendo amicizie con “l’alta mafia”, rivelò la sua vera natura di malvivente al soldo di criminali poteri politici, economici e mafiosi.

 

 

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