Sessantotto anni fa: la Costituzione!

Roma, 27 dicembre 1947. Nella sala della biblioteca di Palazzo Giustiniani, Enrico De Nicola, Primo Presidente della Repubblica Italiana, si appresta a firmare l’atto di promulgazione della Costituzione della Repubblica Italiana. Firmeranno anche il Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e il Guardasigilli Giuseppe Grassi.

 

« Dietro ogni articolo della Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa Carta.» (Piero Calamandrei)

 

Si sente ancora nell’aria, per i vicoli delle città, la puzza di una guerra che ha portato centinaia di migliaia di morti. Gli italiani hanno impressi nelle orecchie i rumori assordanti dei bombardamenti. Le corse ai rifugi antiaerei, la voglia di Resistere dei partigiani, le feste all’arrivo degli americani…

Già nel giugno del 1944 è entrato in vigore il suffragio universale, esteso alle donne nel febbraio del 1945. L’anno dopo nascerà ufficialmente la Repubblica Italiana a seguito di un Referendum che vedrà la partecipazione dell’89% degli italiana aventi diritto al voto.

Il Comitato di Liberazione Nazionale, nato per far fronte comune al fascismo, cessò di esistere e i partiti si smistarono nei 556 seggi del Parlamento. Tre furono i partiti più rappresentati: la Democrazia Cristiana con il 35% dei voti e con 207 seggi, il Partito Socialista con il 20% dei voti e 115 seggi e il Partito Comunista con il 18% dei voti e con 104 seggi.

Per stilare una Costituzione così importante, impegnativa, che sarà composta da 139 articoli, uno più bello dell’altro, fu istituita il 15 luglio 1946 una Commissione specifica, che verrà chiamata di Commissione dei 75. Infatti furono proprio 75 i membri dei vari partiti che, fino al primo febbraio del 1947, elaborarono il documento più importante del nostro Paese. Tra di loro figurano: Giuseppe Di Vittorio, Nilde Iotti, Palmiro Togliatti, Lina Merlin, Gustavo Ghidini, Giovanni Conti, Emilio Lussu, Piero Calamandrei, Giorgio La Pira e Aldo Moro.

 

«L’Assemblea ha pensato e redatto la Costituzione come un patto di amicizia e fraternità di tutto il popolo italiano, cui essa la affida perché se ne faccia custode severo e disciplinato realizzatore.» (Umberto Terracini)

 

Diversi furono i principi fondamentali su cui si basa la nostra Costituzione: uno Stato laico, democratico, fondato sul lavoro, sulle uguaglianze, sulla solidarietà, sull’unità, sull’autonomia, sul pacifismo e sull’antifascismo. Numerosi furono i diritti etico-sociali, economici e politici che oggi il cittadino italiano può vantare. Per concludere con l’organizzazione del Parlamento, con la formazione delle leggi, con l’organizzazione della magistratura, con la divisione in regioni, province e comuni.

 

«Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi» (Sandro Pertini)

 

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