Totò, non solo attore

Questa mattina, gironzolando in libreria, mi sono imbattuto in un libro che mi ha molto incuriosito, non per il titolo o per la copertina – aspetti che solitamenterisaltano a prim’occhio – ma per il nome dell’autore: Antonio De Curtis, in arte Totò.

Fino ad oggi conoscevo la figura di Totò come attore, avendo visto diversi suoi capolavori, e come cantante per aver cantato Malafemmina, in maniera superlativa. Inoltre, conoscevo la splendida poesia ‘A livella, che talmente mi colpì, che mi cimentai nel recitarla.

Ho acquistato, quindi, il mio bel libro e me ne sono tornato a casa. Ho iniziato a sfogliare le prime pagine, dedicate all’introduzione dell’autore con la biografia, per poi arrivare all’inizio di una serie di meravigliose poesie d’amore scritte in dialetto napoletano proprio da Totò. Erano gli anni 50- 60 e a Napoli non si respirava l’aria contaminata di adesso. Si respirava ancora l’aria della guerra, si avvistavano le ultime carrozze, prima della grande rivoluzione e diffusione delle automobili fiat, il cibo veniva trasportato, calato e salito in un secchio dal balcone e la radio era l’unico  mezzo di trasmissione, in attesa della nascita della televisione.  Totò, col suo “gran fare” ci racconta una realtà che in pochi conoscono della città di Napoli “ca nun se scorda maie” e di alcune vicende amorose, in poesia.

Un libro assolutamente da tenere in considerazione se si vuol assaporare la poesia in dialetto napoletano – ben lontano da quello volgare diffuso tra i giovani di oggi -, in anni d’oro della storia italiana.

 

5577473_282124

I commenti sono chiusi.