Tantissimi sono oggi gli uomini e le donne a favore delle unioni civili e delle adozioni gay. In questi giorni si sta discutendo in Parlamento il Disegno di Legge Cirinnà per la legalizzazione della convivenza di persone dello stesso sesso riconoscendo loro diritti derivanti dal matrimonio; altri ancora sulla cosiddetta stepchild adoption, ovvero l’adozione di un bambino che vive con una coppia dello stesso sesso. Diveri personaggi pubblici del cinema, della televisione, della musica, del giornalismo, della politica, si sono espressi a favore di questa legge, manifestando il proprio appoggio. Al contempo numerose persone – quasi due milioni – sono quelle che da questa mattina hanno popolato il Circo Massimo di Roma, aderendo al Family Day, una manifestazione annuale organizzata da Massimo Gandolfini contraria alle unioni civili e alle adozioni gay. “Più famiglia. Ciò che è bene per la famiglia è bene per la società” è lo slogan che dal 2007 viene sbandierato per questa manifestazione.

Le adesioni politiche sono state, ovviamente, a favore del decreto legge da parte della sinistra e contrarie da parte della destra.

Si è parlato molto del diritto di amare, considerato sacrosanto e necessario per la crescita di una società libera e democratica. C’è chi ha scomodato addirittura l’articolo due della Costituzione Italiana, interpretandola “a proprio favore”: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Roberto Saviano, grande scrittore e giornalista d’inchiesta, – giusto per citarne uno – si è scagliato contro il family day scrivendo: ” Non è facile parlare di un argomento così delicato come le unioni civili e le adozioni gay. Provo ad esprimervi il mio pensiero a riguardo”.

Effettivamente, il diritto di amare è davvero fondamentale. Dico sempre che l’amore è un’isola deserta che deve essere assolutamente scoperta da chi viaggia, anche solo con la fantasia. In merito a questo consiglio di leggere la splendida poesia Due amori di Alfred Douglas, dedicata al suo amore Oscar Wilde.

(Potete leggerla cliccando QUI).

A proposito di Oscar Wilde, prendo subito in considerazione queste sue parole di: L’egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell’esigere che gli altri vivano come pare a noi”. Wilde è stato un grandissimo poeta irlandese dell’800, dichiarato omosessuale, per questo perseguitato e incarcerato. Lottò molto per una serie di diritti che all’epoca erano davvero impensabili. Le parole citate in precedenza rispecchiano precisamente la questione delle adozioni gay. Non riusciamo o non vogliamo capire che le adozioni gay sono un gesto di assoluto egoismo della coppia nel decidere della crescita di un bambino o di una bambina. Inevitabilmente, il bimbo – cresciuto e maturo – inizierà a farsi importanti domande esistenziali, legate alla propria famiglia. Si tratta, nel caso delle adozioni gay, di “andare contro la natura”. Il governo, più in generale l’opinione pubblica, dovrebbe preoccuparsi di velocizzare le logoranti e lunghissime pratiche per le adozioni. Non è normale che questo tipo di questioni burocratiche si prolunghi per tanti anni. In più c’è da dire che il nostro Paese versa in condizioni non positive a causa di tanti problemi come il terrorismo, l’immigrazione ingestibile, le mafie, il lavoro. Credo che dovrebbe dedicarsi ad affrontare questo tipo di questioni che sono la priorità assoluta.

David Lavitt, scrittore statunitense, scrive: “L’amore sboccia tra persone, non tra sessi. Perché porsi dei limiti?” E’ importantissimo il diritto d’amare, ma non andiamo infrangiamo le leggi della natura, dell’etica, facendoci dominare solo dall’egoismo.

Ecco quindi il mio parere a riguardo: si alle unioni civili, no alle adozioni gay.